16 Giugno 2009 - Pellet lituano - AIEL

PELLET RADIOATTIVO: ATTENZIONE ALLE FACILI GENERALIZZAZIONI Un episodio che non va sottovalutato ma che non deve penalizzare un settore delle rinnovabili che genera vantaggi ambientali ed economici.
Le notizie circa il sequestro di pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e commercializzato anche nel nostro paese, danno un'immagine non coerente con la realtà del pellet prodotto in Italia. Come spesso accade le “presunte” responsabilità di pochi ricadono ingiustamente su un intero settore come quello della produzione del pellet che vede numerosi produttori italiani impegnati nel continuo miglioramento qualitativo del prodotto. Una parte rilevante del pellet consumato in Italia è prodotto da aziende italiane che impiegano legno vergine di provenienza sia nazionale, sia di alcuni paesi europei limitrofi. Attualmente in Italia sono consumate oltre 1 milione di tonnellate di pellet, di cui almeno 750.000 di produzione nazionale. La maggior quota di importazione (circa250.000 t) proviene dall’Austria. Anche le quote importate sono largamente riferite a rapporti commerciali consolidati. Le importazioni dei paesi baltici rappresentano una piccola e sporadica quantità, dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pellet è venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale. Le informazioni che sono attualmente disponibili non consentono ancora di avere un quadro chiaro sull’entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità di prodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione. Ciò quindi consiglia molta prudenza rispetto a giudizi liquidatori su un intero settore produttivo che non deve essere penalizzato ingiustamente. Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra un notevole sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presenta notevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatori che lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico. Il tema della contaminazione radioattiva non va tuttavia sottovalutato e vanno sostenuti e promossi i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore, anche prevedendo un aggiornamento delle norme. Tuttavia siamo dell’avviso che questo episodio debba essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificati allarmi.
Vi terremo costantemente aggiornati sull'evoluzione della vicenda tramite il sito web www.aiel.cia.it www.assopellet.it www.pelletgold.net
CHI E' 'AIEL'
AIEL Associazione Italiana Energie Agroforestali è un’associazione nazionale no-profit, fondata nel 2001 che ha come fine la promozione e la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili di origine agricola e forestale e lo sviluppo del loro utilizzo per fini civili e industriali. In particolare l’associazione si prefigge di diffondere la conoscenza delle più moderne tecnologie per la coltivazione, raccolta, lavorazione e trasformazione delle colture agricole e forestali da destinare alla produzione di energia, comprese le più efficienti modalità di produzione e distribuzione di energia ottenuta dalle colture energetiche. AIEL promuovere presso i consumatori, utenti ed imprenditori la conoscenza dei vantaggi ambientali, economici e sociali dell’uso a fini energetici dei prodotti agricoli e forestali nonché la conoscenza delle opportunità offerte dalle norme e dai provvedimenti vigenti. AIEL è impegnata a valorizzare il ruolo degli imprenditori agricoli che intendono impegnarsi nel settore agrienergetico e favorire l’impegno delle energie rinnovabili nell’intero settore produttivo nazionale, comunitario e internazionale come concreta opportunità d’impresa.
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